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7 regole per il posizionamento in Google che forse non conosci

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7 regole per il posizionamento in Google che forse non conosci

Conosci già gli aspetti principali per il posizionamento su Google. Ma devi sapere che ci sono altri fattori, meno evidenti, che possono aiutare a migliorare il posizionamento con poco sforzo.

Google utilizza oltre 200 fattori per posizionare il tuo sito. Ma scommetto che fai attenzione solo ad alcuni dei più comuni.

  • Meta tag correttamente ottimizzati.
  • Parole chiave nel contenuto.
  • Lunghezza e utilità dei tuoi contenuti.
  • Numero di backlinks che puntano al tuo sito.
  • Una sitemap corretta.
  • E forse qualche altro …

Invece ci sono molti altri che, se non li utilizzi, potrebbero ostacolare le possibilità di raggiungere posizioni elevate, ad esempio i 7 fattori che spiegherò in questo post. Ognuno di essi può sembrare insignificante. Eppure tutti hanno un enorme potere per bloccare i tuoi sforzi sul SEO.

1- Estendere il periodo di registrazione del nome del dominio

Il brevetto Google 2005 chiamato Recupero delle Informazioni basate su dati storici suggerisce che il motore di ricerca considera fattori di posizionamento sia l’età del dominio come anche la data di rinnovo.
Dice: “Alcuni segnali possono essere utilizzati per distinguere tra i domini legittimi e illegittimi. Ad esempio, i domini possono essere rinnovati per un periodo fino a 10 anni. I domini più validi (legittimi) sono pagati con qualche anno di anticipo, mentre i domini “porta” (illegittimi), raramente vengono utilizzati per più di un anno. Pertanto, la data di scadenza di un dominio può essere usato come predittivo della legittimità di un dominio e, quindi, i documenti da associare.”
E’ facile supporre, quindi, che estendendo alcuni anni la registrazione del proprio dominio, può essere considerato come un segnale molto forte di legittimità.

2- Ridurre il tempo di caricamento della pagina

Google ha preso in considerazione dal 2010 il tempo di caricamento di una pagina come un fattore di posizionamento. Eppure, ci sono molti siti che sono molto lenti da caricare ancora oggi. Ciò può essere dovuto alla crescita di nuove tecnologie e la complessità dei siti web di oggi. In ogni caso, questo non giustifica alcuni dei tempi di carico a cui siamo esposti.

Perché è così importante il tempo di caricamento?

In poche parole, il tempo che la tua pagina impiega per caricare influisce l’esperienza dell’utente, ma anche il tuo business.
Un’indagine condotta da KISSmetrics evidenzia che anche un secondo di ritardo nel tempo di caricamento di una pagina può ridurre le conversioni del 7%. Si può vedere nei grafici su questo link.

Come fa il motore di ricerca a sapere quanto tempo ci vuole per caricare il tuo sito?

I motori di ricerca valutano il tempo di carica valutando una combinazione del tuo codice e la dimensione dei file.
Ti consiglio di utilizzare Pingdom Tools per controllare il tempo di caricamento della pagina e fare le modifiche necessarie per ridurle.

3- Migliora i link interni.

Un collegamento interno collega una pagina dello stesso sito con un’altra. Collegare più pagine nel tuo sito aiuta l’utente a muoversi verso informazioni più rilevanti. Aiuta anche per espandere la struttura del sito e distribuire l’autorità della pagina in tutto il sito.

Senza contare che sia la quantità che la qualità dei collegamenti interni vengono considerate come fattori di posizionamento.

Pertanto, se finora solo facevi attenzione ai collegamenti verso i domini che hanno autorità, prendi in considerazione la possibilità di migliorare anche i tuoi link interni. In questo modo puoi passare il PageRank delle pagine di qualità e autorità ad altre meno popolari, in modo che queste ultime vengano potenziate.

4- Implementa il tag canonical

Scommetto che sai già che il contenuto duplicato è un problema serio. Dopo tutto, è da tempo che Google fa fronte a contenuti duplicati.

Ma non sempre il contenuto duplicato è il risultato di un atto volontario.

Un negozio online può avere una certa quantità di URL che puntano alla stessa pagina; per esempio:

  • http://ilmionegozio.it/categoria/tastiere/ (pagina principale della categoria).
  • http://ilmionegozio.it/categoria/tastiere/?sort=prezzo (gli utenti visualizzano i prodotti ordinati per prezzo).
  • http://ilmionegozio.it/categoria/tastiere/?sort=dimensioni (gli utenti visualizzano i prodotti ordinati per dimensione)

Google prenderà in considerazione il tuo dominio e sottodominio, come lo stesso URL; per esempio:

  • http://www.ilmionegozio.it
  • http://ilmionegozio.it
  • E Così Via.

Fortunatamente, questo può essere regolato semplicemente: con un tag canonical.

Inserisci questo tag in ogni pagina del tuo sito per dirli a Google qual’è la versione originale del contenuto che dovrebbe far vedere nelle pagine dei risultati dei motore di ricerca.

5- Ottimizza il testo per la ricerca semantica

Con l’aggiornamento a Hummingbird, Google ha cambiato il modo di analizzare le richieste di ricerca degli utenti. Il motore di ricerca non li vede più come una serie di parole e basta. Al contrario, tenta di rilevare il significato delle espressioni e di visualizzare i risultati in base a ciò che pensa l’utente sta cercando.

Questo influenza il modo di eseguire la ricerca delle parole chiave, e anche il modo di ottimizzare il contenuto.

Prima di Hummingbird la ricerca delle parole chiave era semplicemente trovare le parole più popolari relative al tuo prodotto o servizio. Oggi si deve cercare nuovi fattori quali il contesto e l’intenzione del utente.

Dovrai ricordare anche alcune cose da fare quando fai ottimizzazione per le parole chiave semantiche:

  • Contestualizzata usando le parole di accompagnamento, sinonimi e le varianti più comuni.
  • Focalizza su parole chiave semantiche. Sujan Patel ha pubblicato uno studio magnifico su questo.
  • Fai collegamenti sia sulle fonte di autorità, sia sui link a queste correlati.
  • Migliora la tua pagina con schema.org.

Pianifica modificare la tua strategia per la ricerca di parole chiave. Utilizza software come SEMRush o KeywordSpy per:

  • Trovare le migliori parole chiave che rispondono alle domande di chi effettua la ricerca.
  • Indaga sulle espressioni semantiche che utilizza la concorrenza per ottimizzare i contenuti.

6- Aggiornare le informazioni di contatto

Il Documento di Qualità di Google afferma che il motore di ricerca preferisce “siti con un certo numero di informazioni di contatto appropriati”.

Pertanto, se fino ad ora la tua pagina dei contatti mostra solo un formulario di e-mail, pensa di aggiungere altri modi per contattarti con te:

  • Indirizzo
  • Telefono
  • Indirizzo fisico, se possibile.

Questo indicherà al motore di ricerca che il tuo sito è un negozio legittimo e di qualità.

7- Controlla la posizione del tuo server

Nel seguente video Matt Cutts conferma che la posizione del server hosting è un fattore di posizionamento (minuto 1)

L’indirizzo IP del server indica a Google dove si trova il tuo sito e, naturalmente, dove ti interessa posizionarti. Pertanto, se stai tentando di posizionare il tuo sito in un paese diverso, considera la migrazione a un server situato in quel paese.

Conclusione

Quello che ti ho mostrato qui sopra è solo la punta dell’iceberg. Ti consiglio di fare regolari controlli del tuo sito per identificare rapidamente i problemi che possono influenzare il posizionamento del tuo sito e la presenza sui risultati organici.

Conoscevi questi fattori? Li tieni in consideri per il tuo lavoro di ottimizzazione su Google? Se conosci altri fattori e vuoi contribuire, aspetto i vostri commenti.

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